L’ira, che notoriamente ĆØ sempre una cattiva
consigliera, ha cosƬ annebbiato la loro vista ed anche la mente impedendogli di
leggere bene e di capire :
-
che il titolo riportava un tamm tam esistente nell’ambiente
genitoriale, compreso l’uso improprio della parola virus al posto di Batterio, e
che noi, scrivendo “non vogliamo crederci” avevamo un atteggiamento molto
prudente, serio e assolutamente non diffamatorio;
-
che la
richiesta al Sindaco di fare gli opportuni accertamenti era permeata di senso
istituzionale, avendo il sottoscritto ricoperto la carica di Sindaco e Vice
Sindaco per un mare di anni più di tutti a Decollaturalei, perché in momenti
simili occorre informare i cittadini seriamente e attraverso i canali ufficiali
del comune e non attraverso un post di un profilo facebook privato, magari condiviso
e commentato da fastidiose “cliccatrici seriali”;
-
che
’ironico commento sui cannelloni era un sottile messaggio inviato al Sindaco,
che parafrasando il detto antico nella compagnia di cecati che la circonda di
occhi ne possiede non solo uno ma entrambi, perchƩ prendesse in mano una
situazione seria.
Il Sindaco, istigato certamente dagli ormai
noti odiatori che politicamente lo tengono in pugno e gli fanno fare tutte le cose
che Lei e gli Osmotici negli anni hanno criticato aspramente, invece di assumere
la qualitĆ di autoritĆ sanitaria locale, che gli compete inquanto sindaco, ha
dato libero sfogo all’istinto offensivo e ha detto un cumulo di sciocchezze che, essendo state scritte sul suo
profile privato, nell’opinione pubblica hanno scarsa attendibilitĆ e per noi
valgono meno di zero.
Ha tirato in campo l’autorevole dott.ssa
Caloiero, che immagino le avrĆ fornito le informazioni citate attraverso regolare
interlocuzione fra l’Ente Comune e l’Azienda Sanitaria Provinciale perchĆØ, se
scambiate quali esponenti politici affini o consoci di qualche associazione,
hanno scarsa autorevolezza.
In quel lungo post, infarcito di banalitĆ , Il Sindaco ha cercato di far capire tre cose:
1 - che
il ricovero della bambina era un caso singolo;
2 – che si trattava di un batterio
trasmissibile per consumo di uova o carne di pollo;
3 – che l’assessore, novello Forrest Gump, anche
in questa occasione era corsa ad accertare che nel Giorno del malore della
bambina a mensa non erano state servite
uova o pollo.
Da quanto sopra il Sindaco ha cercato di far
discendere che il malore ed il conseguente ricovero non avevano niente a che fare con I pasti
consumati in mensa ed ha calato come asso una delle solite bugie stratosferiche
che ormai carattererizzano l’ammministrazione comunale.
Anche in questo caso il Sindaco ha torto e
glielo dimostro subito perchĆØ se la dott.ssa Caloiero gli ha detto che ĆØ un
batterio trasmissibile con il consumo di uova o carne di pollo certamente
gli avrĆ detto:
1- Che ci sono altri alimenti, tipo le verdure
irrigate con acqua inquinate e lavate male (come erano quelle che contenevano I
vermi ed altri insetti di un precedente episodio spiacevole accaduto in mensa e
accertato dalla commissione) che possono trasmettere il batterio in questione?
2- Che il batterio ha un periodo di incubazione
prima del malore che va da 6 a 72 ore e quindi non prova niente il menu del Giorno
perchè il guaio può essere avvenuto nei
due giorni precedenti;
3-
Che “in linea generale , per diminuire il rischio del
batterio in questione si consiglia di:
-
lavare frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo
-
sanificare tutti gli utensili e i macchinari usati per la produzione di
alimenti
-
lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti
-
refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un
rapido abbattimento della temperatura
-
cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale
e uova
-
proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori
-
vitare (o perlomeno ridurre) il consumo di uova crude o poco cotte (per
esempio, all’occhio di bue), di gelati e zabaioni fatti in casa, o altri
alimenti preparati con uova sporche o rotte
-
consumare solo latte pastorizzato
-
evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i
prodotti crudi da quelli cotti
-
evitare che persone con diarrea preparino alimenti destinati alla
ristorazione collettiva e assistano soggetti a rischio (bambini, anziani,
ammalati).
4-
Che
il mancato rispetto dei principi di prevenzione citati al punto 3 (consigliati
dall’Istituo Superiore di SanitĆ ) possono provocare contaminazioni di cibi
diversi da quelle normalmente più a rischio di trasmissione.
In conclusione,
ricordiamo al Sindaco,
perché è proprio necessario, che è
compito suo di vigilare perchƩ i pasti vengano serviti nel rispetto di tutte le
norme e che invece di assumere il ruolo di difensore d’ufficio della ditta
appaltatrice deve ricoprire con rigore e dignitĆ quello di difensore degli
interessi del comune di Decollatura e, nel caso in specie, di tutore della
salute dei bambini frequentanti la scuola.
Invitiamo l’assessore
alla pubblica istruzione ad astenersi dall’occuparsi della mensa perchĆ© ĆØ in un
caso di chiara incompatibilitĆ (la cognata affine entro il 4 grado ĆØ dipendente
della ditta appaltatrice) che l’ha portata a difendere l’indifendibile ed anche
a giustificare che fornitura dei cannelloni ripieni di pane al posto di carne affermando, dopo averli averli assaggiati, che erano gustosi e graditi dai bambini che avevano fatto il bis.
