Sindaco , hai ancora il coraggio di difendere la ditta della mensa invece dei bambini?




Dopo che noi abbiamo diffuso, con toni prudenti e dubitative, la notizia del ricovero di una bambina per un malore causato da alimenti il Sindaco, ed  suoi più stretti collaboratori, invece di preoccuparsi dello stato di salute si sono scatenati per la pubblicazione su Centro Calabria News dell’articolo che riproduciamo in appendice.

L’ira, che notoriamente ĆØ sempre una cattiva consigliera, ha cosƬ annebbiato la loro vista ed anche la mente impedendogli di leggere bene e di capire :

-         che il titolo riportava un tamm tam esistente nell’ambiente genitoriale, compreso l’uso improprio della parola virus al posto di Batterio, e che noi, scrivendo “non vogliamo crederci” avevamo un atteggiamento molto prudente, serio e assolutamente non diffamatorio;

-         che la richiesta al Sindaco di fare gli opportuni accertamenti era permeata di senso istituzionale, avendo il sottoscritto ricoperto la carica di Sindaco e Vice Sindaco per un mare di anni più di tutti a Decollaturalei, perchĆ© in momenti simili occorre informare i cittadini seriamente e attraverso i canali ufficiali del comune e non attraverso un post di un profilo facebook privato, magari condiviso e commentato da fastidiose “cliccatrici seriali”;

-         che ’ironico commento sui cannelloni era un sottile messaggio inviato al Sindaco, che parafrasando il detto antico nella compagnia di cecati che la circonda di occhi ne possiede non solo uno ma entrambi, perchĆ© prendesse in mano una situazione seria.

Il Sindaco, istigato certamente dagli ormai noti odiatori che politicamente lo tengono in pugno e gli fanno fare tutte le cose che Lei e gli Osmotici negli anni hanno criticato aspramente, invece di assumere la qualitĆ  di autoritĆ  sanitaria locale, che gli compete inquanto sindaco, ha dato libero sfogo all’istinto offensivo e ha detto un cumulo di  sciocchezze che, essendo state scritte sul suo profile privato, nell’opinione pubblica hanno scarsa attendibilitĆ  e per noi valgono meno di zero.

Ha tirato in campo l’autorevole dott.ssa Caloiero, che immagino le avrĆ  fornito le informazioni citate attraverso regolare interlocuzione fra l’Ente Comune e l’Azienda Sanitaria Provinciale perchĆØ, se scambiate quali esponenti politici affini o consoci di qualche associazione, hanno scarsa autorevolezza.

In quel lungo post, infarcito di banalitĆ ,  Il Sindaco ha cercato di far capire tre cose:

1 -  che il ricovero della bambina era un caso singolo;

2 – che si trattava di un batterio trasmissibile per consumo di uova o carne di pollo;

3 – che l’assessore, novello Forrest Gump, anche in questa occasione era corsa ad accertare che nel Giorno del malore della bambina a mensa  non erano state servite uova o pollo.

Da quanto sopra il Sindaco ha cercato di far discendere che il malore ed il conseguente  ricovero non avevano niente a che fare con I pasti consumati in mensa ed ha calato come asso una delle solite bugie stratosferiche che ormai carattererizzano l’ammministrazione comunale.

Anche in questo caso il Sindaco ha torto e glielo dimostro subito perchĆØ se la dott.ssa Caloiero gli ha detto che ĆØ un batterio trasmissibile con il consumo di uova o carne di pollo certamente gli avrĆ  detto:

1-     Che ci sono altri alimenti, tipo le verdure irrigate con acqua inquinate e lavate male (come erano quelle che contenevano I vermi ed altri insetti di un precedente episodio spiacevole accaduto in mensa e accertato dalla commissione) che possono trasmettere il batterio in questione?

2-     Che il batterio ha un periodo di incubazione prima del malore che va da 6 a 72 ore e quindi non prova niente il menu del Giorno perchĆØ il guaio può  essere avvenuto nei due giorni precedenti;

3-     Che “in linea generale , per diminuire il rischio del batterio in questione si consiglia di:

-         lavare frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo

-         sanificare tutti gli utensili e i macchinari usati per la produzione di alimenti

-         lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti

-         refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura

-         cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova

-         proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori

-         vitare (o perlomeno ridurre) il consumo di uova crude o poco cotte (per esempio, all’occhio di bue), di gelati e zabaioni fatti in casa, o altri alimenti preparati con uova sporche o rotte

-         consumare solo latte pastorizzato

-         evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti

-         evitare che persone con diarrea preparino alimenti destinati alla ristorazione collettiva e assistano soggetti a rischio (bambini, anziani, ammalati).

4-     Che il mancato rispetto dei principi di prevenzione citati al punto 3 (consigliati dall’Istituo Superiore di SanitĆ  ) possono provocare contaminazioni di cibi diversi da quelle normalmente più a rischio di trasmissione.

In conclusione,

ricordiamo al Sindaco, perchĆ© ĆØ proprio necessario,  che ĆØ compito suo di vigilare perchĆ© i pasti vengano serviti nel rispetto di tutte le norme e che invece di assumere il ruolo di difensore d’ufficio della ditta appaltatrice deve ricoprire con rigore e dignitĆ  quello di difensore degli interessi del comune di Decollatura e, nel caso in specie, di tutore della salute dei bambini frequentanti la scuola.

Invitiamo l’assessore alla pubblica istruzione ad astenersi dall’occuparsi della mensa perchĆ© ĆØ in un caso di chiara incompatibilitĆ  (la cognata affine entro il 4 grado ĆØ dipendente della ditta appaltatrice) che l’ha portata a difendere l’indifendibile ed anche a giustificare che fornitura dei cannelloni ripieni di pane al posto di carne affermando, dopo averli averli assaggiati, che erano gustosi e graditi dai bambini che avevano fatto il bis. 

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